la SL di Juan………..

Non ho mai pensato all’auto come a un mezzo per conseguire un fine, invece ho sempre pensato di essere parte dell’auto, così come la biella e il pistone”………..

Così diceva di se e del rapporto con le auto da corsa il leggendario Italo-Argentino Juan Manuel Fangio. Classe 1911, a detta di molti esperti il più grande pilota di tutti i tempi che con i suoi 5 titoli mondiali è rimasto imbattuto per 48 anni. Solo un fantastico Michael Schumacher le toglierà il trono portando in seguito a 7 i titoli iridati. Naturalmente potremmo parlare di corse e piloti per ore ma oggi vorrei parlarvi della bellissima Mercedes 300-SL e della sua storia con Juan Manuel Fangio.

E’ il 1958 l’ anno in cui Fangio prende la decisione di abbandonare le corse, la notizia fa il giro del mondo e in “Daimler-Benz” la dirigenza vuole fare un gesto a ringraziare il pilota Argentino per aver portato al successo le stelle d’ argento nel 1954 e 55. “Daimler Benz” regala a Fangio un’ automobile simbolo sogno di ogni uomo e pilota, una splendida 300-SL Roadster dipinta con i colori dell’ Argentina, “Azzurro-Bianco”, le verrà consegnata nell’ allora residenza europea presso il Dorchester Hotel a Londra.

Un regalo che Fangio apprezzo molto e che utilizzo per i suoi viaggi in Europa, per portarla in seguito nella sua amata Argentina. Utilizzava regolarmente la roadster dal poderoso sei cilindri per andare agli appuntamenti di lavoro e per volate nelle interminabili strade del Sud America. Con il 3 litri più potente sul mercato in quegli anni, Fangio vi percorse oltre 70.000 chilometri portando anche in sfilata nel “78 per le vie di Buenos Aires Miss. Mondo di quel anno, la splendida “Silvana Suarez”. Con la realizzazione nel 1986 del “Museo Fangio di Balacare” arrivò anche il momento di fermare la meravigliosa roadster, venne esposta così, conservata in quello spazio che racconta la vita e le corse del pilota Italo_Argentino.

Le 300-SL Roadster prodotte nel 1958 presentavano parecchie modifiche rispetto alle cupe uscite in precedenza. Il telaio a traliccio tubolare venne rinforzato in più punti, questo per garantire la rigidità necessaria visto che il poderoso sei cilindri aumentava la sua potenza fino a raggiungere 225 cv. Con albero a camme modificato e accensione a doppia bobina, la Roadster poteva raggiungere oltre 230 chilometri orari risultando praticamente un’ auto per piloti veri e non clienti comuni. La sua linea è tra le più sexy di sempre e gli abbinamenti cromatici di questo esemplare ne aumentano il fascino. Un frontale elegante ma sportivo con fari verticali, grande griglia e paraurti avvolgente rigorosamente cromato, le fiancate impreziosite da finiture in alluminio lucidato che sormontano le grandi prese d’aria sul parafango anteriore, rimangono un segno distintivo. Le linee si accentuano in corrispondenza dei passaruota per finire affusolate in un retrotreno sottile dove un paraurti incornicia la targa tra due rostri cromati e fanalini a settore. Un modesto scarico sul lato destro, si fa sentire mentre i collettori di alimentazione “rigorosamente in alluminio” alimentano il motore di Stoccarda. Le ruote cromate con coppe verniciate in tinta, completano un esterno meraviglioso.

Per l’ interno la scelta andò sul bianco crema che a distanza di oltre 60 anni esprime il suo fascino di conservazione, una pelle dalla patina unica è presente sui sedili che si integrano tra pannelli e cruscotto. Quest’ ultimo prezioso con strumentazione importante sormontata a finire dallo splendido volante a due razze e corona cromata a funzione classon. Dettaglio inserito da Fangio è il pomello leva cambio rigorosamente in stile race anni 50.

Ora, se come noi del Bears Garage questa 300-SL vi ha fatto sognare, vi dico anche che potete vivere il sogno fino in fondo ………. Si questa meraviglia della storia dell’ automobilismo è in vendita presso la Sicietà Sotheby’s a Londra, è dal sito della www.rmsothebys.com che arrivano queste splendide foto……….. In seguito la splendida Roadster andrà al Royal Automobile Club.

Un grazie speciale a  www.rmsothebys.com

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Foto da; www.rmsothebys.com

 

Fermento…….

Bentornati  al  Bivacco!

E’ un piacere ritrovarvi  qui intorno a questo fuoco tra viaggiatori, avventurieri, piloti e altra bella gentaccia. C’è fermento nel nostro ambiente, come sempre quando si avvicina la fine dell’anno e i grandi rally raid sono quasi alla partenza. Quest’anno non mancano le novità nè le certezze. Tra le certezze, in testa a tutti abbiamo il nostro Franco Picco che all’alba delle sue 66 primavere, il primo gennaio metterà la prima alla sua Fantic e partirà per la sua 14^ Dakar. Avete letto bene. 66 anni e Fantic. Questo binomio ci porta la novità più interessante per noi italiani, la Fantic Motor si presenterà alla Dakar 2022 con una moto nuova che sarà testata sul campo da uno dei piloti con maggiore esperienza al mondo in questo campo. Franco Picco infatti guiderà la XEF 450 Rally presentata a EICMA quest’anno, che ha fatto sognare i nostalgici dello storico marchio italiano e non solo, visto che la moto si presenta benissimo e speriamo che vada altrettanto bene.

Fermento dicevamo. Anche le case produttrici rinnovano l’interesse per le moto di ispirazione “adventure” e tra le interessanti proposte per l’anno nuovo, una in particolare incuriosisce e affascina al tempo stesso: la Ducati Desert X. Questa creatura di Borgo Panigale è una grande sorpresa per gli appassionati del genere, anche se Ducati ci ha abituato negli ultimi anni a moto non proprio corsaiole, variando la sua indole anche verso il turismo e le tendenze modaiole. Oggi Ducati rompe di nuovo gli schemi e presenta una moto ispirata ai rally raid, non solo nelle scelte stilistiche ma pare anche nella sostanza. Le scelte tecniche sono inequivocabili: ruote da 21 e 18 pollici come scuola enduro vuole, sospensioni con escursione generosa e per la prima volta su una moto di serie serbatoio benzina posteriore nella lista accessori ufficiale. Il richiamo alle moto ufficiali arriva anche attraverso la livrea che richiama la leggendaria Cagiva Elefant motorizzata Ducati degli anni d’oro. Completa il quadro una presentazione in grande stile proprio in mezzo al deserto, dove la nuova Desert X viene messa alla frusta tra  le dune. In questo periodo in cui le nostre avventure sono limitate dalla pandemia, scalda il cuore vedere che la voglia non manca a nessuno. Nemmeno nei centri ricerca e sviluppo di grandi marchi, che ci propongono mezzi nuovi per vecchie passioni, orizzonti ampi e gomme tassellate, per alimentare il sogno.  Che come la fiamma del nostro Bivacco non si spegne mai…

Buona Strada, dovunque stiate andando.

Rad Sherpa