La Graham di Mike Markin

La Graham di Mike Markin è un esercizio di pura Arte in movimento che lo porta dopo la costruzione di alcune special car di diritto nella Top 8 delle Show Car 2017. Dalla sua “trasformazione” professionale da “finanza a lamiera”,  Mike non si è fatto attendere molto e da grande appassionato di Art Deco  e Auto ante guerra ha individuato a ragione nella Graham Shark “38 la base per il suo progetto. Sicuramente le foto parlano molto più di qualsiasi articolo mi limito quindi a poche indicazioni per esempio che….. il modello di partenza è una Graham Shark anno 1938 che ora è “distesa” su un telaio di produzione “Art Morrison” e componenti “Kugel” che rendono la “ciclistica” già il progetto Arte. Da qui si è messa al lavoro la squadra composta dai migliori specialisti del settore al livello di Jimmy Smith “Wesconsin”, Tony O’ Mara e Trent Lewis per citarne alcuni, finendo con John Olson che si è occupato della magica pelle degli interni che mettono in posizione “Reale” il fortunato Driver per il sogno che si avvera……..Guidare la Shark Deco più bella di sempre.

Come ?? il motore ??…… avevo detto che volevo scrivere poco,…… ok vi dico solo che la cilindrata è di 540 Ci. che al cambio attuale sono 8849.01 c.c. Centimetri cubi.

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Foto di; Robert Mc Gaffin  http://www.mcgaffinphoto.com/

Info; da articolo di Rod Fortier su http://www.hotrod.com

 

Next Dream ??………..

Una nuova rubrica per questo nostro spazio, “Next Dream ??” da annunci di mezzi da fienile o estremo abbandono, il sogno di restaurare o di realizzare special può farci compagnia o perché no può portarci in un “Next Dream !!”

Per i conoscitori del marchio Inglese di Coventry parlare dei modelli XJ12 prodotti nel periodo “buio” di Jaguar è dura poter sognare un restauro senza problemi, ma va riconosciuto il fascino unico di queste auto nonostante le difficoltà di funzionamento e le cadute di qualità di Jaguar anni “70 e “80. Complice l’ annuncio che su E-Bay presentava questa vettura a poche centinaia di dollari sarebbe un Next Dream che il sottoscritto farebbe partire oggi stesso.

Il “Felino” Inglese necessita di uno smontaggio totale per ripristinare il degrado che la corrosione ha portato alle lamiere e per dare modo al “Sognatore” di ripassare tutta la parte meccanica magari apportando qualche modifica migliorativa senza troppi stravolgimenti. Il V12 non funzionante potrebbe trovar causa nel carburatore elemento noto per difficoltà funzionali, nel’ impianto elettrico che nel periodo Leyland-GB è risaputo essere di scarsa qualità dei componenti o in una banale perdita di fase ma……. Solo l’ apertura del’ organo “Consegnerà” la risposta.  Sistemato l’ interno “completo” ma da rifare, si riporterebbe a  questo “Incrociatore” il fascino originale dal bellissimo suono V12 per le gite di fine settimana da farsi pensando e condividendo questo “Sogno” con gli Amici orgogliosi di aver salvato la bellissima XJ.12 passo lungo da distruzione certa.

Info e foto da;  www.barnfinds.com

 

Quanto vale un Sogno ??……………

Se chiedete a Daniele “Quanto vale un Sogno” vi risponderà che nulla vale come quella targhetta che ha ricevuto alcune settimane dopo il rientro dalla Bonneville Speed Week “SCTA”, luogo dal quale è tornato per non essere mai più lo stesso.

Ho conosciuto molte persone che hanno sognato di correre sul Bonneville in 17 anni di “attività” pro-Bonneville, prima con la Kentaky Scuderia Italia e poi con la Scuderia del Sale e in Daniele ho rivisto “Quanto vale un Sogno“. Nel 2003 con Roberto Totti abbiamo deciso di portare la Kent sulla salina dello Utah, molti Italiani non sapevano nemmeno se lo stato fosse a Nord o Sud degli USA e le riviste prima del lungometraggio che racconta la storia dell’ amato Burt non investivano due righe per articoli Salati.

Gli anni passano e anche in Italia potete trovare decine di super “Esperti” che vanno e vengono dallo specchio bianco del Bonneville, partecipare, raccontare e urlare non vuol dire comunque sapere “Quanto vale un Sogno“.

Grazie Daniele !

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Ciao Armando …………..

Ciao Armando, come un brutto giù di tempo anche questa notizia è arrivata e il silenzio mi ha preso perché commentare è inutile….. meglio ricordare.

Armando “Il Pittore”……….. Quante cose, Quanto sapere, Quanto fascino e…. Quanto Blues. Ci penso da ieri e la cosa che oggi mi risuona è che forse sei stato l’ unico vero BluesMan che ho conosciuto. Colto, Sensibile Talentuoso ma soprattutto Socialmente Uomo quando alla “Capona di Decima” ti trattenevi con noi più “giovani” e veniva mattina a parlare della mitica TransAm che sfortunatamente come dicevi tu. Riposa contro un platano.

Non mancava nulla per vivere il grande Blues che è la vita, quanti disegni fatti “Sol Libar” con tappi di sughero bruciati dalle candele e Checco che alimentava con birre piccole ma frequenti. Compagnia, Amici, Nebbia Fiumi, Alberi, Storie e Sorrisi……….. Tutte cose che sembrano banali ma che in fondo ti hanno reso unico e prezioso per noi di San Giovanni e per la comunità della “bassa”.

Mi domando……. Chi conosceva a distanza un cassone del’ 600 nero come la pece e mori al posto dei pomelli e una mezzo militare svedese del “45 allo stesso tempo ??, chi conosceva la storia del vino e i libri del sacro e profano sostenendo piacevoli confronti fino al mattino ?? …………….. Chi ???

…………………..Grazie Armando !

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